La Traversίa final del Rio Magdalena

 

Recensione de “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez

“L’umanità, come gli eserciti in campagna, procede alla velocità del più lento.”

Schiavi dei nostri pregiudizi, morti di paura per tutte le volte che siamo stati costretti a darci alla luce, perché gli esseri umani non nascono solo il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma la vita li costringe ancora molte volte a partorirsi da sé; e pentiti a vita per i sì che non siamo riusciti a proferire, viviamo a passo lento senza aver la pretesa di amare né di essere amati, pur avendo sempre la speranza di trovare qualcosa che fosse come l’amore, ma senza i problemi dell’amore

E nel procedere lento e irreversibile, uno sguardo casuale diventa l’origine di un cataclisma d’amore che neanche la marcia incontrastabile del tempo riesce a placare. Perché i giorni finiscono per lasciare spazio alle notti; ci sono giorni e di nuovo notti e nei limiti dei giorni e delle notti, dove si colloca la bellezza dei tramonti straziati dai tempi, lì in quel limbo di bellezza, lui rivedeva la fanciulla idealizzata nell’alchimia delle parole scritte. 

E nell’ardua danza dell’amore, c’è chi cancella il ricordo di colui che si è amato e nello spazio che occupava nella sua memoria, lascia che fiorisca un prato di papaveri, per poi ritrovarsi a rinunciare al suo nome di famiglia,  alla sua stessa identità e tutto questo in cambio di una sicurezza che era stata solo una delle tante illusioni di giovane sposa. E c’è chi invece, vive l’amore così come si vive una malattia, con gli stessi sintomi di un colera e dove l’unico sollievo ai conati provocati da un amore illusorio, sembra esser la passione terrena, con la giustificazione che nulla di quanto si fa a letto è immorale se contribuisce a perpetuare un amore.

Con la saggezza che arriva solo quando non serve più a nulla, si comprende che è la vita, più che la morte, a non avere limiti e che ognuno è padrone della propria morte e l’unica cosa che possiamo fare, arrivato il momento, è aiutarlo a morire senza paura né dolore.

By Elisa Manenti